Non è facile riassumere in poche righe il pontificato di Francesco. Non è facile sintetizzare quello che il primo Pontefice che ha scelto il nome del santo di Assisi ha significato per l'Italia e il mondo intero.
Senza dubbio ripensando alle sue parole, ai suoi gesti e ai suoi insegnamenti sono tre le parole che mi vengono subito in mente: amore, misericordia e speranza, a cui ha dedicato il Giubileo straordinario del 2015 e quello attuale.
Di certo ha caratterizzato il suo pontificato la vicinanza al popolo, manifestata in vari modi e momenti: i Venerdì della Misericordia nel Giubileo del 2015 in luoghi di emarginazione ed esclusione, i Giovedì della Settimana Santa celebrati in carceri, case di cura e centri accoglienza, le visite nelle periferie, le telefonate a sorpresa in ogni viaggio apostolico, a cominciare da quello a Lampedusa.
Lo testimoniano anche le parole di quanti hanno avuto la grazia di incontrare il Santo Padre, ognuno per motivi diversi. Tra questi mi piace riportare il ricordo del collega giornalista, Riccardo Rossi, e della moglie Barbara Occhipinti, che nel 2016 scelsero di andare in viaggio di nozze a Roma proprio per incontrare Bergoglio.
"Abbiamo avuto il dono nel febbraio 2016 di essere ricevuti da Papa Francesco, in Piazza San Pietro, eravamo neo sposi, e quell’incontro fu il nostro viaggio di nozze e gli raccontammo della nostra vita missionaria dedicata ai poveri, lui mi ricordo ascoltò con tanta attenzione e partecipazione e poi alla fine ci disse: 'Pregate per me'. Sul momento rimasi anche un po’ deluso, solo negli anni di cammino di fede capii che era stata una grande lezione di vita, di spostare la nostra attenzione verso l’altro, ci manifestò la sua fragilità e verso il fondamento di noi cristiani: la preghiera, che è essere in continua connessione con Dio in ogni momento, tutti ne abbiamo bisogno della preghiera, anche un Papa. A tal proposito ricordo il brano del Vangelo: Giovanni 15,5 “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla'.
Indimenticabile per la coppia è stata la visita del Papa a Palermo nella missione Speranza e Carità di fratel Biagio Conte. "Nel ettembre del 2018 è stata una grande gioia accogliere in Missione Speranza e Carità di Palermo, Papa Francesco a pranzo con tutti i poveri accolti. Io ero a poca distanza da lui, al tavolo di fronte con mia moglie Barbara, e mi ha colpito per la sua semplicità nel parlare con tutti i fratelli. Sembrava uno di noi da sempre, non era un Papa tra i poveri, ma un Padre che amava i suoi figli e li ascoltava tutti con pazienza e gioia. Ha mangiato un pasto molto umile perché così ci aveva chiesto, voleva mangiare quello che mangiavano i poveri della missione. Intorno a lui vi erano persone di tutto il mondo, disabili, musulmani e con tutti è entrato in relazione con naturalezza. Papa Francesco con noi non ha quasi parlato, ma ha ascoltato tanti fratelli e sorelle accolte. Papa Francesco ha emanato talmente tanta gioia che tanti hanno preso coraggio e si sono alzati dal tavolo assegnato per andare ad abbracciarlo in una sala mensa stracolma di gente. E’ stato molto bello quando ha incontrato due sposi, lui Nigeriano e lei italiana, e ha preso in braccio con paterno amore la loro piccola figlia. Una bambina gli ha voluto regalare una rosa che Papa Francesco ha accolto e ha poi posto davanti al Mosaico della Madonna nella chiesa 'Casa di Preghiera di tutti i Popoli', che ha poi visitato dopo il pranzo. Per me è stata una gioia immensa, potrei dire epocale, anche come giornalista; feci un numero speciale della rivista della Missione 'La Speranza' con la storia della comunità. Inoltre mi sono anche occupato della comunicazione con tutti i media, per fare intervistare tanti fratelli, di varie religioni, che erano contentissimi di avere conosciuto Papa Francesco.
Infine, Riccardo non può non ricordare il Giubileo dei Giornalisti, qualche mese fa, in Sala Nervi, in Vaticano, "dove ci ha regalato grande fede dicendo a noi giornalisti: “Ma tu, sei vero? Non solo le cose che tu dici, ma tu nel tuo interiore, nella tua vita sei vero?”.
"Ci ha detto di essere sempre veri, non solo quando scriviamo, ma in ogni nostro comportamento della giornata: a casa con la famiglia, con i colleghi. Dobbiamo sempre di più fonderci in Gesù ed essere testimoni di verità. Accogliamo le nuove esagerazioni d’amore del Re Divino, i volumi di Libro di Cielo, vergati da Luisa Piccarreta per perseguire fusi in Gesù, la realizzazione del Regno di Dio su questa terra e quindi la fine di ogni male".
Grazie Papa Francesco per ogni tua parola, ogni tuo gesto e insegnamento. Grazie per la tua tenerezza verso gli ammalati, gli ultimi, i fragili, i poveri, gli anziani, i bambini, la tua attenzione alla famiglia.
Grazie perchè hai annunciato e testimoniato in tutto l'amore di Dio.
Semplicemente grazie!



