Canicattì ricorda Rosario Angelo Livatino, primo magistrato beato: martire per la giustizia e la fede
Sono trascorsi 35 anni da quella mattina. Il giudice Rosario Angelo Livatino venne ucciso dai killer della stidda sulla statale 640 mentre con la sua auto color amaranto stava raggiungendo il tribunale di Agrigento dove prestava servizio.
Una mattina come le altre che invece portò alla morte per mano mafiosa un giudice che aveva rifiutato la scorta per non coinvolgere altri nel suo assassinio; un servitore dello Stato che non si era mai sposato per non lasciare la moglie vedova e i figli senza padre perchè aveva già intuito.
"Volevano spegnere una luce invece hanno acceso un candelabro", disse un vescovo anni fa.
E quel candelabro continua a illuminare ancora oggi tanti uomini e donne che portano avanti la sua memoria.
Tra questi i componenti dell' "Associazione Rosario Angelo Livatino", costituita subito dopo l'uccisione del magistrato ad opera di Ida Abate, docente e prima biografa di Rosario, l'allora parroco di Rosario don Pietro Li Calzi, e altri esponenti del clero canicattinese e di laici impegnati nel sociale e nella comunità ecclesiale. Fu solo grazie alla caparbietà e lungimiranza degli "Amici di Livatino" che il 21 settembre 2011 fu aperto il processo di beatificazione di Rosario Angelo. La cerimonia si svolse nella chiesa san Domenico, sua parrocchia, alla presenza, tra gli altri, dell'allora arcivescovo monsignor Franecsco Montenegro e della stessa Ida Abate. Senza la richiesta dell'associazione non ci sarebbe stata alcuna beatificazione.
E stamattina, alle 10,30 nella chiesa di Rosario, dove ha ricevuto il sacramento della Confermazione, come ogni anno, la prima celebrazone eucaristica della giornata.
Saranno presenti le autorità civili, militari e religiose della provincia di Agrigento, le rappresentanze dei tribunali di Agrigento e Caltanissetta e del CSM. Alle 12, seguirà l'omaggio floreale alla stele fatta erigere dai genitori di Livatino dopo il suo assassinio, sul vecchio tracciato della statale 640, luogo dell'agguato. Ieri sera, proprio lì, una veglia di preghiera presieduta dal vicario generale don Giuseppe Cumbo. Momento di preghiera e riflessione che ha sostituito quello che da circa una decina di anni si svolgeva a Canicattì, sempre nella parrocchia del beato, con la partecipazione di gruppi, movimenti e associazioni laicali e giovanili della città e si concludeva con una fiaccolata nei luoghi della movida per dare un segnale forte ai giovani nei locali.
Stasera, alle 19, apertura del Giubileo degli operatori della Giustizia nella chiesa santa Chiara, dove riposa il giudice martire.
Sarà possibile fermarsi in preghiera dinanzi al corpo del beato che venerdi è stato nuovamente svelato. La lastra di marmo posta mesi fa a chiusura del monumento è stata rimossa alle 9, poco prima dell'inizio della messa.
Tante le iniziative inserite nel programma predisposto unitariamente dall'Arcidiocesi di Agrigento, il Comune di Canicattì, l’Associazione Casa Museo Giudice Livatino, l’Associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino” e la Sezione di Agrigento “Beato Rosario Livatino” del CO.N.Al.Pa in memoria dei due magistrati canicattinesi uccisi dalla mafia Rosario Livatino e Antonino Saetta, assassinato insieme al figlio Stefano il 25 settembre 1988.
Le "Giornate di cultura e spiritualità sulle orme del Beato Rosario Livatino – Giustizia e Pace si baceranno” si concluderanno il 28 settembre con la chiusura del monumento che custodisce il corpo del martire per la fede e la giustizia.
Tanti i pellegrini che hanno già confermato di giungere in città per far visita al giudice beato.
Il luogo di culto sarà aperto tutti i giorni dalle 7,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 21.

