Papa Leone XIV: "Livatino esempio luminoso di speranza e giustizia"


 C'è anche il beato Rosario Angelo Livatino fra i "tre luminosi esempi di speranza e di giustizia, di umiltà e di dedizione per lo Stato” che Papa Leone XIV ha indicato in occasione del Giubileo degli Uffici cerimoniali istituzionali italiani. 

A pochi giorni dalla sua memoria liturgica, il 29 ottobre, il Pontefice  ha menzionato per la prima volta il beato di Canicattì. 

Nella messa presieduta nel pomeriggio di sabato 25, nell’Aula della Benedizione del Palazzo Apostolico Vaticano, Leone XIV ha citato Rosario Livatino, Alcide De Gasperi e Salvo D’Acquisto affinché la loro memoria “sproni alla conversione”. 

Di Livatino ha detto:

"Il terzo testimone che vi affido è il beato Rosario Livatino, primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire. Col suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità. “Sub tutela Dei”, scriveva in cima ai suoi appunti: sotto la protezione divina ci poniamo fiduciosi anche noi, lavorando ogni giorno come servitori della verità e tessitori di unità. Lo Stato, infatti, si trasforma in meglio se ciascuno se ne sente responsabile, nutrendo con i più alti valori spirituali il proprio senso civico e il dovere istituzionale". 

Prima di Leone, Papa Francesco aveva menzionato più volte il giudice di Canicattì beatificato il 9 maggio 2021.