2 Novembre, perchè si commemorano i defunti?


"E' chiaro il centro delle preoccupazioni di Dio: che nessuno sia perso per sempre, che ciascuno abbia il suo posto e brilli nella sua unicità". Così Papa Leone XIV nell'introdurre la recita dell'Angelus, nel giorno in cui si commemorano tutti i fedeli defunti. 

Il 2 novembre, che segue la festa di Ognissanti, a prescindere dalla fede religiosa, è diventato per molti un'occasione di preghiera, ricordo e riflessione sul senso della vita umana, dalle origini alla sua fine terrena. Un momento di forte partecipazione collettiva che unisce dimensione religiosa, culturale e civile.  

Come tradizione, nel giorno della commemorazione e in quelli seguenti i cimiteri restano in molti casi aperti con orario continuato e c'è un grande afflusso di persone che lasciano fiori e si raccolgono in silenzio davanti alle tombe dei loro cari. 

Per i cattolici, le celebrazioni religiose previste in diversi momenti della giornata sono l'occasione per pregare per “tutti coloro che si sono addormentati nella speranza della resurrezione e per tutti coloro dei quali solo Dio ha conosciuto la fede”. 

Recita l'antifona d'ingresso della messa del mattino "Come Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti. E come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita". Una certezza per i cristiani, per cui la morte segna il passaggio alla vita eterna. "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per 7voi fin dalla creazione del mondo" (Mt 25,34).

Cortei e messe nei cimiteri d'Italia.


A Canicattì, la celebrazione eucaristica cittadina al camposanto di via Nazionale è stata presieduta dal vicario foraneo, don Calogero Morgante. 


"Commemorazione dei Defunti. Una sedia vuota, un nome che non pronunciamo più, uno sguardo che non incrocia più il nostro…sono legami che si spezzano. Sono tagli accompagnati dal pianto. Un momento a cui non vorremmo mai arrivare. Eppure - ha ricordato il sacerdote -  sappiamo fin dall’inizio che arriverà la fine. Con il nostro battesimo è iniziata la vita eterna che deve passare necessariamente attraverso il disfacimento del nostro copro mortale, fatto di carne che si consuma. Il Signore conosce bene il dolore di questo passaggio, il dolore che accompagna i legami che si spezzano. Per questo ci ha promesso di asciugare ogni lacrima e di preparare per noi una festa in cui potremo ritrovarci (Is 25,6.8). Oggi, mentre accendiamo una candela, visitiamo una tomba, o semplicemente rivolgiamo un pensiero al cielo, possiamo farlo con la certezza che l’amore non muore. Che chi abbiamo amato è nelle mani di Dio, e che un giorno, come ci ha promesso Cristo, saremo di nuovo insieme. Che il cielo li custodisca. E che il nostro cuore non smetta mai di sentirli".